{"id":89,"date":"2017-01-08T10:22:09","date_gmt":"2017-01-08T10:22:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.poggiolo.bio\/?page_id=89"},"modified":"2019-03-17T15:48:42","modified_gmt":"2019-03-17T14:48:42","slug":"storie","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/storie\/","title":{"rendered":"Stories"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il Poggiolo \u00e8 un sito antico. Non si conosce a quando risalgano i primi insediamenti e gli edifici del Poggiolo. Antica frazione del comune di Dernice (Darnisium), accanto all\u2019abitato di Vigoponzo (Vicus Pontius), citato gi\u00e0 nel 865 per la presenza di un Monastero. Per secoli abitato da una piccola comunit\u00e0 contadina.<br \/>\nUna vita grama, una economia di sussistenza sulla poca terra nell\u2019alta Val Borbera. A poca distanza da una importante via del Sale, quella che risaliva la Val Curone e scendeva poi la Val Borbera e la Val Vobbia verso il mare. Attraversata dalle carovane dei mercanti che trasportavano merci tra Genova e la pianura padana.<br \/>\nCon l\u2019apertura nel 1828 della carrozzabile dei Giovi, ideata da Napoleone e realizzata dai Savoia, i traffici abbandonano queste valli che da allora rimangono isolate dai flussi mercantili e turistici e conservano ancora intatto il fascino di quei tempi lontani.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-148\" src=\"http:\/\/www.poggiolo.bio\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/poggiolo2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/poggiolo2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/poggiolo2-624x468.jpg 624w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/poggiolo2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Storia ha spesso sfiorato la piccola comunit\u00e0 del Poggiolo: I Feudi Imperiali, le guerre tra il ducato di Milano e quello di Genova e infine la guerra partigiana tra il 1943 e il 1<img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-151\" src=\"http:\/\/www.poggiolo.bio\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo3-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo3-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo3-624x467.jpg 624w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo3.jpg 690w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>945. Poco distante dal Poggiolo si consuma uno degli episodi pi\u00f9 tragici di quella guerra. La fucilazione, il 15 settembre del 1944, \u00a0di 29 giovani militari della Repubblica di Sal\u00f2, travestiti da partigiani e fermati al Pertuso durante un tentativo di infiltrazione tra le formazioni partigiane. Quindi sul Poggiolo cala l\u2019oblio. Negli anni \u201850 gli ultimi abitanti lasciano le povere case. I rovi e la natura si riprendono il possesso dei campi e degli edifici.<br \/>\nRimangono pochi ricordi sugli ultimi abitanti. Il pi\u00f9 commuovente \u00e8 quello di Giacomino il cieco, raccontata da Federico <a href=\"#cieco\">Buscaglia<\/a> . Quando, nel 2010, visitiamo per la <img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-152\" src=\"http:\/\/www.poggiolo.bio\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo4-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo4-624x469.jpg 624w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo4.jpg 699w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>prima volta il Poggiolo, restiamo affascinati dalla bellezza del luogo e dal fascino di quei muri di pietra, cadenti ma costruiti con una maestria ormai perduta irrimediabilmente.<br \/>\nIl desiderio di provare a ridare vita a quel luogo speciale supera le difficolt\u00e0 che l\u2019impresa presenta. Difficolt\u00e0 di ogni ordine e grado: progettuali, economiche, costruttive.<br \/>\nPerch\u00e9 una cosa ci era chiara: Quel luogo andava conservato e amorevolmente restaurato. Tentando di salvare le strutture i vecchi muri non ancora crollati.<br \/>\nCi sembrava un dovere verso la bellezza del luogo e verso tutti coloro che avevano vissuto al Poggiolo\u00a0 una esistenza di sofferenze e di gioie.<\/p>\n<p><em><br \/>\n\u201cChiunque abbia visitato Delfi o Olimpia, ma anche lo Heraion di Argo o il tempio di Basse, o anche Epidauro o Dion, o Trezene o Messene o il santuario di Perachona o Dodona, o innumerevoli altri siti greci solcati da qualche rovina, sa che esiste un nesso inscindibile fra i luoghi e gli edifici\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>.. \u201cIl mondo non \u00e8 mai disabitato, non \u00e8 mai una tabula rasa su cui disporre abitanti con sovrano arbitrio. Tutti siamo ospiti di qualcuno innanzitutto. Ignorarlo pu\u00f2 essere soltanto rovinoso\u201d<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em> Calasso. Il cacciatore celeste.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: left;\">Con le dovute proporzioni, ci \u00e8 sempre sembrato che al Poggiolo il nesso tra quel luogo affacciato sulla valle e gli edifici che risalgono a tempi remoti, fosse profondo e inscindibile. Difficile dire se nel nostro lavoro abbiamo usato la necessaria leggerezza e attenzione che richiede la consapevolezza di essere comunque ospiti. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-153\" src=\"http:\/\/www.poggiolo.bio\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo5-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo5-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo5-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo5-624x468.jpg 624w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo5.jpg 788w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il Poggiolo era in origine un piccolo borgo contadino autonomo: il pozzo, il forno comune, le stalle e tre edifici principali su diversi livelli del terreno declinante verso la valle, cresciuti nei secoli attraverso aggiunte successive di cui si notano ancora le tracce. I lavori di restauro conservativo iniziano nel 2010 e proseguono per 7 anni. I tre principali edifici vengono restaurati mantenendo le strutture che potevano essere salvate e consolidate. Non c\u2019\u00e8 stato \u201caccanimento\u201d sui muri ormai irrecuperabili anche per ragioni di stabilit\u00e0 strutturale, al fine di garantire un risultato in linea con le norme\u00a0 sismiche. Non si \u00e8 tentato di mascherare i nuovi interventi attraverso\u00a0 improbabili ricostruzioni con vecchi materiali recuperati. I lavori sotto la direzione dell\u2019 Ing. Riccardo Antoniazzi hanno rispettato queste regole.<a name=\"cieco\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-154 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.poggiolo.bio\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo6-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo6-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo6-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo6-624x468.jpg 624w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo6.jpg 788w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\">La pepita del cieco di Federico Buscaglia<\/p>\n<figure id=\"attachment_156-2\" aria-describedby=\"caption-attachment-156-2\" style=\"width: 184px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-156\" src=\"http:\/\/www.poggiolo.bio\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo7-e1490545350891-184x300.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo7-e1490545350891-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/poggiolo7-e1490545350891.jpg 557w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-156-2\" class=\"wp-caption-text\">\u201cProbabilmente usc\u00ec chiudendo dietro a s\u00e8 la porta verde,<br \/>qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caff\u00e8, d&#8217;orzo&#8221;<br \/>F. Guccini- Amerigo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c<em>E\u2019 il 15 agosto del 1920 e il paese \u00e8 \u00a0tutto sottosopra, come lo sono tutti i paesi, in questi anni, quando arriva il giorno della festa padronale: chi va e chi viene, parenti e amici, anziani e giovani,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>uomini e donne vanno di fretta a testa alta, pavoneggiandosi nel vestito buono. Anche se \u00e8 caldo, anzi caldissimo, tutti i camini fumano e dal retro delle case si pu\u00f2 sentire l\u2019odore di buono del pranzo della festa. Anche Giacomino visita tutte le famiglie di Vigoponzo e a tutte mostra, per l\u2019ennesima volta, l\u2019oggetto che tiene in tasca, accuratamente avvolto in un fazzoletto ben pulito:una luccicante pepita d\u2019oro che lascia ancora a bocca aperta i compaesani che pure l\u2019hanno vista e rivista, ma non si stancano mai di fargliela tirar fuori e farsi raccontare come e dove l\u2019aveva trovata. L\u2019unico a non godere di quei riflessi, intensi sotto il sole di agosto e capaci di suscitare tanti sentimenti, dall\u2019invidia all\u2019ingordigia, alla pi\u00f9 casta curiosit\u00e0, \u00e8 proprio lui. Giacomino, visto che a ricordo della sua permanenza in Alaska si \u00e8 riportato a casa, nella sua mai dimenticata bella Italia, non solo l\u2019oro ma anche il buio di chi ha perso la vista. Cos\u00ec, magari con parole pi\u00f9 alla buona, in dialetto, mi racconta mia nonna, ogni volta che passiamo al Poggiolo, una piccola frazione di Vigoponzo, davanti alla casa che fu di Giacomino.Tra le tante storie che lei mi racconta, per me la pi\u00f9 avvincente e triste \u00e8 proprio quella di Giacomo Buscaglia, classe 1878, ricco solo di sogni e speranze che il suo baule, nel quale ha riposto con cura i pochi oggetti che possiede, non riesce a contenere mentre si imbarca sul Piroscafo verso la lontana e sconosciuta Alaska.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>L\u2019Alaska, quando la descrive ai compaesani con toni da favola nel 1020, somiglia un po\u2019 ai suoi monti, almeno cos\u00ec come se li ricorda e li immagina ora che sa di non poterli pi\u00f9 vedere: dopo tanti anni di duro lavoro un\u2019esplosione all\u2019interno della miniera pone fine ai sogni di un suo compagno e compaesano e toglie a Giacomo non solo la vista, ma anche la consolazione di poter piangere. La compagnia mineraria gli pag\u00f2 il viaggio di ritorno a casa, verso un futuro che gli apparve mesto e oscuro anco pi\u00f9 della cecit\u00e0. Ma la vista non \u00e8 tutto, a quanto pare, e Giacomo, come mi racconta la nonna riusc\u00ec con gli anni a recuperare la sua sete di vita; ripreso possesso del minuscolo podere che aveva lasciato, in cui viveva solo, riusciva sorprendentemente ad essere autonomo; conosceva le piante del suo orto ad una ad una e sapeva sempre quando era il momento di cogliere l\u2019uva perch\u00e9 era matura, al solo tatto. Svolgeva i lavori domestici e quelli agricoli, saliva sugli alberi a potarli e raccogliere la frutta e si faceva accompagnare di tanto in tanto al mercato in cui vendeva i prodotti della sua misera azienda senza lasciarsi imbrogliare sulle monete e sui resti, quesi nelle dita, che pure erano callose come quelle di ogni contadino vero, avesse un paio d\u2019occhi di ricambio. Col tempo impar\u00f2 a muoversi come se ci vedesse lungo i sentieri e i confini dei suoi campi, dentro i boschi e anzi,pi\u00f9 di una volta, fu causa di grosso spavento per chiunque, per qualche uscita notturna dettata da casue impellenti, se lo vedeva sbucare di fronte come un fantasma ad ogni ora, e non \u00e8 difficile capire la ragione, visto che per lui, il giorno e la notte aveva uguale luce e solo li distingueva il tepore dei raggi solari sulla pelle. Quel che lo rendeva speciale, nella piccola comunit\u00e0, era soprattutto il suo attaccamento ai pi\u00f9 giovani: amava la compagnia e la sua presenza era gradita soprattutto nei luoghi di raduno, le stalle, le cantine in cui le donne lavoravano a maglia, mentre noi uomini, a parte, chiaccheravamo del pi\u00f9 e del meno per far passare il tempo in allegria. Le sue storie a mezza strada fra il fantastico e il reale, le sue descrizioni della vita sulla nave e dell\u2019Alaska con i suoi orsi e gli indiani incantavano i pi\u00f9 piccoli e costringevano gli anziani a far silenzio, a cogliere nelle strie sempre uguali, ma con infinite varianti, la novit\u00e0, la singolarit\u00e0 che ogni nuova variazione parta con s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Un giorno, incuriosito da quei racconti, sono entrato in quella casa ora parzialmente diroccata per trovare qualche testimonianza dell\u2019esistenza di quest\u2019uomo cos\u00ec particolare. La povert\u00e0 e la semplicit\u00e0 di quell\u2019umile dimora mi hanno fatto capire quanto fosse difficile la vita a quei tempi, e quanto dovesse essere grande il desiderio di costruirsi una vita migliore. Ma ad essere sincero la domanda che pi\u00f9 mi tormenta e mi spinge a tornare in quei luoghi \u00e8: -chiss\u00e0 se la pepita \u00e8 qui nascosta e, se non c\u2019\u00e8, che fine avr\u00e0 fatto?- <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Mi capita di rivolgere questa domanda agli anziani di Vigoponzo ma nessuno ha mai risolto questo mistero, in compenso ognuno aggiunge un suo ricordo personale che mi aiuta a ricostruire la vita avventurosa di Giacomo.\u201d<\/em><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Poggiolo \u00e8 un sito antico. Non si conosce a quando risalgano i primi insediamenti e gli edifici del Poggiolo. Antica frazione del comune di Dernice (Darnisium), accanto all\u2019abitato di Vigoponzo (Vicus Pontius), citato gi\u00e0 nel 865 per la presenza di un Monastero. Per secoli abitato da una piccola comunit\u00e0 contadina. Una vita grama, una &hellip; <a href=\"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/storie\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Stories<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-89","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/89","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89"}],"version-history":[{"count":45,"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/89\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":358,"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/89\/revisions\/358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.poggiolovalborbera.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}